Tempo e Metamorfosi

Rocca di Orzinuovi – Orzinuovi – Brescia

il dilemma cala nell’arte e incalza la grande domanda dell’uomo sul rapporto tra spazio- tempo e destino, sulla sfida tra potenza del mistero, ricerca del primordiale, scrutando le vette non incerte del futuro.
Ariel Soulé è artista a molte dimensioni, il personaggio in cui si somma la filosofia, la ricerca del pensiero mondiale di ieri e di oggi, l’osservazione di sé sempre correlata all’osservazione per l’altro.
È un personaggio cosmopolita, non ama il concetto di radici prive di raffronti, le radici si ritrovano in ogni luogo e non fermano il movimento, anzi lo garantiscono e per certi versi lo impongono nell’esigenza di una dinamica tra una radice e l’altra, una cultura e l’altra, una forma e l’altra.
le radici non fermano il tempo e non si iscrivono in uno spazio dimesso e misurabile, le radici, ragiona Ariel Soulé, si intrecciano come in una ragnatela universale sotto terra, palpabili tra loro, non misurabili ma tangibili. Ariel Soulé viene da uno stigma familiare in cui l’arte è riconosciuta, il padre è stato un importante designer, amico di grandi artisti. Di quel Jules le Parc che lui conoscerà proprio nella straordinaria galleria d’arte di franco rossi a Palazzolo, rimanendo contemporaneamente presente a Milano, Parigi, londra, nelle capitali della ricerca culturale e pittorica.
Muove i primi passi artistici nella sua terra d’Argentina, opera sui muri, non perde di vista la vita che scorre nel quotidiano e ama, subito la muralità, quei murales in cui trova il contatto tra la forma e la strada, tra il cammino e il sogno. Spinge sul muro e trova lo sfondo, l’oltre il muro, perde il principio pericoloso di rimanere imprigionato in una formula, in una corrente.

Nella mostra alla rocca di orzinuovi, luogo storico di esposizioni e ricerche artistiche, Ariel Soulé offre un saggio prezioso della sua sapienza culturale, congiunge la storia dell’arte con la storia della filosofia, mette a disposizione la sua ricerca, colloca in varie stanze, la valorialità del pensiero immenso dell’occidente, lo rende mobile con le sue forme nel rapporto diversificato tra sfondi e lacerti, colori e sospensioni cromatiche.
Ariel Soulé è un intellettuale coraggioso, non si distrae nel calcolo dell’immediata pretesa della percezione formale, non gli interessa il rimando a un nome a una cosa, ricerca, invece, l’approdo a un’etica sospesa nella sua definizione, a un porto, momentaneo: la sua nave deve ripartire all’alba e solcare nuovi cieli, cercare orizzonti di diversa dimensione dove non ci si spaura del vuoto.
In Ariel, il vuoto viene sconfitto da non filiformi ragguagli sulla natura cangiante della figura, che è la persona, la rivelazione di una ricerca estenuante e mai doma intorno alla natura straripante del mistero.
Ariel Soulé e franco rossi corrono l’avventura, insieme, di una passione culturale che caratterizza una vita e crea contatti umani, solidarismi critici indispensabili per consegnarsi, rinfrescati nel fine, al giorno che segue.
Di nuovo vittoriosi sulla noia e sugli assalti del male, senza iattanza.
Senza rassegnazione, sui muri colorati e sparsi della nostra esistenza.

Tonino Zana

Ariel Soulé

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